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Alberto Sarrantonio

«Non ricordo quando mi sono imbattuto nel ciclismo. Probabilmente ero assorto in altri pensieri e non me ne sono accorto. Ricordo però quando ho imparato ad andare in bici, con mio fratello che mi spingeva e mio padre che mi fotografava. E la mia prima bicicletta e tutte quelle che, negli anni, sono poi entrate a far parte del mio harem a due ruote. Le ricordo tutte, una per una. Ricordo il colore, il sapore, l’odore. E la fatica e il sudore. E le mani sporche di grasso. Il Giro mi ha insegnato che nella vita si deve prendere posizione. O stai per Coppi o per Bartali. Anche se spesso, poi, si finisce con il rivedere le proprie idee. Come è successo a me, tante volte».

Alberto Sarrantonio ha riposto una laurea in ingegneria nel cassetto per fare spazio alla fotografia, la sua grande passione. Oltre alla bicicletta, sulla quale sale non appena può. Fotografo professionista, fondatore di Wide Open – The Image People, agenzia di comunicazione visuale. In passato ha collaborato con alcune riviste di ciclismo quali Bicisport e Cicloturismo. Attualmente collabora con Cyclinside del collega ed amico Guido P. Rubino. Grazie alla bicicletta, ed ai chilometri che percorre, ha lanciato Ayiti Cheri, un progetto benefico personale che mira ad aiutare i bambini abbandonati di Haiti a sperare in un futuro migliore. Alcuni dei suoi lavori sono visibili su www.albertosarrantonio.com. Gli altri stanno ancora poltrendo nella sua testa, in attesa di vedere la luce.